Le transizioni

di Pajtim Statovci

Le transizioni
Traduzione dal finlandese Nicola Rainò. Titolo originale: Tiranan sydän

Emozionante riflessione letteraria sull’identità condotta con una sensibilità innovativa e spiazzante, scritto con una lingua capace di comprimere in una sola frase la rabbia e il desiderio, la malinconia e il dettaglio più minuto, il romanzo segna il talento di un autore giovanissimo che racconta l’appartenenza e l’esclusione, l’amore e la crudeltà in un libro che come ha scritto The Guardian «sorge dalle ceneri del secolo precedente come una potente fenice».

* * *

Dalla terra d’origine, il Kosovo, prendono le mosse personaggi giovani, animati da un forte senso di ribellione, privi di ideologie e in cerca di una loro via. Per qualcuno di loro, una via qualsiasi, purché lontano da quella “discarica d’Europa”.

Passando da un paese all’altro, Bujar, il protagonista delle Transizioni, cambia continuamente identità, cambia genere, ruba l’identità altrui, è una creatura inquieta e proteiforme, smaniosamente in cerca di una sua collocazione, sempre difficile.

Anche per il peso di un passato che non l’abbandona mai. I mostri della sua personale mitologia, apparentemente fantasie innocenti delle fiabe dell’infanzia, si incarnano in quelli ben più minacciosi della realtà.

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Presentazione del libro

Un ragazzo che sa diventare una donna: si chiama Bujar, e può essere una giovane di Sarajevo corteggiata da uomini di ogni età oppure un affascinante spagnolo che fa innamorare ragazze alle quali non riesce a concedersi.

Bujar inventa continuamente se stesso e la propria storia, come un impostore che si appropria dei frammenti che carpisce agli altri, del passato delle persone che ha amato, dei loro nomi, perché può scegliere chi vuole essere, il paese da cui proviene, i dettagli della propria esistenza, semplicemente mentre si racconta a un amico o a una sconosciuta, nel resoconto di una vita trascorsa in viaggio e in fuga, dall’Albania all’America, passando per Roma, Madrid, Berlino, Helsinki. Perché, come dice lui stesso, «nessuno è tenuto a rimanere la persona che è nata, possiamo ricomporci come un nuovo puzzle».

A partire dall’adolescenza poverissima a Tirana, «la discarica d’Europa, il fanalino di coda dell’Europa, la prigione a cielo aperto più grande d’Europa», Bujar narra la sua storia in prima persona. I genitori, la sorella, l’amicizia con Agim, coetaneo e vicino di casa, rifiutato dalla famiglia per il suo orientamento sessuale. Entrambi fuori luogo in un paese devastato, sempre più dipendenti l’uno dall’altro, decidono di lanciarsi verso un futuro che gli appartenga.

Vivono per le strade di Tirana, poi sulla costa, fino al viaggio da clandestini in Italia attraverso l’Adriatico. Dall’isolamento e l’umiliazione, dalla vergogna della solitudine, prende forma man mano un diverso Bujar, una creatura nuova che non ha più origine e nazionalità, e che è pronta a sfidare e ad abitare il mondo intero.

Dettagli

Autore: Pajtim Statovci
Genere: Narrativa
Editore: Sellerio Editore
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 263
ASIN: 8838939799
ISBN: 9788838939792
Recensioni dei lettori
Bujar, il protagonista (e voce narrante) si reinventa: è un ragazzo che a volte è una ragazza perché «nessuno è tenuto a rimanere la persona che è nata». Cambia pelle e Paese e noi lo seguiamo: dall’adolescenza poverissima a Tirana, città da cui fugge con l’amico Hamid dopo la scomparsa della sorella, all’arrivo in Italia, da Roma, alla Spagna, all’America, dall’umiliazione alla rinascita. Un romanzo vorticoso e un autore trentenne che si rivela una grande sorpresa.
– Marie Claire
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Biografia dell'autore
Pajtim Statovci

Pajtim Statovci, nato in Kosovo nel 1990, è cresciuto in Finlandia dove si è trasferito con la famiglia fuggita dalla guerra quando aveva due anni.

Il suo romanzo d’esordio, uscito nel 2014 e pubblicato in Italia con il titolo L’ultimo parallelo dell’anima, ha vinto il Premio Helsingin Sanomat.

Le transizioni, il suo secondo romanzo, tradotto in molte lingue, ha vinto il Toisinkoinen Literature Prize nel 2016 e nel 2018 gli è stato assegnato l’Helsinki Writer of the Year Award.

Nel 2019 è uscito il suo terzo romanzo, Bolla, a cui è stato conferito il prestigioso Finlandia Prize, che consacra l’autore come il più giovane vincitore di ogni tempo.

Anteprima

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