Il sogno italiano

di Ylljet Aliçka

Il sogno italiano
Sono degli eroi per caso, i sei fratelli Tota protagonisti de “Il sogno italiano”. O quanto meno degli eroi non intenzionali.

Dal punto di vista letterario, questo è – a mio giudizio – uno degli elementi di fascino del romanzo di Ylljet Aliçka, ispirato come è noto alla vicenda dei fratelli Popa.

Anche se i Tota attribuiranno successivamente una valenza rivoluzionaria al loro gesto, quello di infilarsi nel cortile dell’ambasciata italiana, va detto che l’hanno compiuto per guadagnarsi una vita migliore di quella triste che hanno vissuto in Albania sotto la dittatura di Enver Hoxha.

Leggi “Il sogno italiano” di Ylljet Aliçka secondo Oliviero La Stella

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Presentazione del libro

Albania, dicembre 1985: la famiglia Tota, composta da quattro sorelle e due fratelli, si rifugia all’ambasciata italiana di Tirana chiedendo asilo politico.

Lo stato totalitario albanese è esterrefatto. Si tratta di un evento senza precedenti non solo in Albania, ma in tutto il blocco dei paesi comunisti dell’Europa orientale. Tuttavia, i Tota usciranno dall’ambasciata solo cinque anni più tardi, dopo lunghi negoziati internazionali e una vita del tutto isolata e costantemente sorvegliata.

Alloggiati in due stanze seminterrate dell’edificio, alternano speranza, delusioni, sogni di un “matrimonio all’italiana” e sofferenze psicologiche. Durante quei cinque anni, tra poliziotti, diplomatici e servizi segreti albanesi si verrà a creare ogni tipo di incidente e malinteso. Solo nel maggio del ’90 i sei protagonisti arrivano trionfalmente in Italia.

Ma anche qui le cose non vanno come loro si aspettano: i Tota si sentono eroi che hanno combattuto la dittatura albanese e così vorrebbero essere trattati. Invece, ovviamente, entrano nella routine burocratica dei richiedenti asilo: prima sono trasferiti in un campo per rifugiati politici e in seguito, loro malgrado, ospitati in un alloggio popolare nel quale vivranno dimenticati da entrambi i Paesi, incapaci di integrarsi nella nuova patria e di dare un senso alla loro libertà.

Dettagli

Autore: Ylljet Aliçka
Genere: Narrativa
Editore: Rubbettino Editore
Anno di pubblicazione: 2016
ASIN: 8849848056
ISBN: 9788849848052
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Biografia dell'autore
Ylljet Aliçka

Ylljet Aliçka nasce a Tirana nel 1951, dove si laurea in scienze naturali. Lavora nell'editoria scolastica e ha un'importante esperienza come insegnante, prima di intraprendere la carriera diplomatica, che lo porta a essere ambasciatore d'Albania in Francia, poi in Portogallo e infine a Monaco.

Il suo percorso in campo diplomatico va di pari passo con quello legato alla scrittura. Autore di un cospicuo numero di opere letterarie, alcune delle quali tradotte in diverse lingue, concentra la sua attenzione su diversi "generi", tra cui le raccolte di racconti e i romanzi. Meritano grande considerazione anche le sceneggiature da lui redatte: di notevole importanza quella scritta per il film Slogans, diretto da Gjergi Xhuvani, vincitore del premio della critica giovanile al Festival di Cannes 2001 e il Golden Prize all'International Film Festival di Tokyo 2001. Di grande interesse anche "Chant d'amour", una coproduzione Francia-Italia-Albania, basata sulla raccolta di racconti The Compromise. Ylljet Aliçka è tra i creatori della "Fondazione Fabrizio De Andrè".

I compagni di pietra

L'antologia di racconti I compagni di pietra è il primo libro di Ylljet Aliçka tradotto e pubblicato in Italia (2006) e vede l'Albania protagonista indiscussa delle storie che la animano. L’autore consegna al lettore il disegno di una Nazione padroneggiata da nette distinzioni, come quelle geografiche o religiose, da una benevola quanto seducente mescolanza di culture e da quell'indulgenza, che spesso sfugge all'attenzione dei più. Un libro corale, che narra del Paese delle Aquile attraverso brevi storie, intrise delle più svariate emozioni, che conducono verso l'inevitabile accettazione del fato. Dolore, amore, malinconia e un retroterra di amarezza sono gli strumenti che Aliçka utilizza per definire una natura albanese proiettata verso il futuro, con una grande voglia di riscatto, pur rimanendo legata a un'intrinseca inclinazione alla sofferenza. La penna dello scrittore si muove magistralmente tra i righi di questo I compagni di pietra, utilizzando una scrittura a tratti impegnativa, corretto veicolo di un messaggio di rilevante importanza. Uno stile asciutto quello di Aliçka, che non lascia spazio a inutili "giravolte", pur non perdendo la sua armonica musicalità. Un volume dalla multiforme visione di uno Stato in continua evoluzione, da cui emerge la consistente preparazione letteraria, culturale e politica dello scrittore.

Il sogno italiano

Ylljet Aliçka ha una grande capacità di adottare registri narrativi differenti, che dimostra ne Il sogno italiano, pubblicato in Italia nel 2016. Un romanzo ispirato alla vicenda dei fratelli Tota, che il 18 dicembre 1985 si rifugiano nell'Ambasciata italiana, con il tentativo di dare una svolta alla loro triste esistenza dettata dal regime. Una prima parte di narrazione, quindi, dedicata ai fatti e alle emozioni suscitate da essi. Nella seconda sezione del romanzo, Aliçka racconta dell'urgenza-esigenza dei fratelli e dell’inverosimile insistenza, affinché il loro gesto venga riconosciuto come eroico, se non rivoluzionario. I sei uomini, eludendo i controlli della polizia albanese, penetrano nell'ambasciata tricolore per chiedere asilo politico e lì rimangono per i cinque anni a seguire. I Tota non desiderano essere definiti solo eroi, ma si ritengono anche i precursori di quello che è il fenomeno che nessuno dimenticherà mai: l'arrivo della Vlora nel porto di Brindisi, che segna l'inizio della grande ondata migratoria dall'Albania alla Puglia e all’Italia intera. Una narrazione, che passa dal disegno del gesto estremo dei fratelli, a quello della folle dittatura di Hoxha, raccontata utilizzando punte di sarcasmo e potente ironia. Pagine piacevoli, a tratti spiritose, che lasciano spazio anche alla tragedia, che si palesa all’arrivo dei Tota in Italia, di fronte al loro incontro-scontro con una realtà completamente differente dalle aspettative. Bella la capacità dell'autore di porsi in maniera non giudicante. Impossibile per il lettore non provare compassione e umanità per questi uomini e il loro dramma; una forte emozione che nasce da sé e dalla scelta dello scrittore di donare a chi legge il potere soppesante.

Gli Internazionali

Gli Internazionali, che viene tradotto e dato alle stampe in Italia nel 2019, è un romanzo-commedia ambientato nell'Albania del post comunismo. Una missione umanitaria, un funzionario che soffre per pene d'amore, la lotta a un'inutile e sciocca ascesa alla poltrona, sono alla base di un testo che fa dell'umorismo le sue fondamenta. Ylljet Aliçka attraverso Gli Internazionali, sferza un attacco ben mirato contro le missioni umanitarie organizzate da quei "soccorritori internazionali", che affrontano il loro gravoso impegno vestendosi di superiorità e spesso beffeggiando l'identità di quei Paesi che sono chiamati ad aiutare. L'autore sceglie di raccontare in maniera satirica fatti di rilevante importanza, trascritti da un ex diplomatico, quale egli è, con grande cognizione di causa. Una satira che rende la narrazione vivace e la lettura scorrevole, non sminuendo minimamente le tematiche trattate.

Metamorfosi di una capitale

Ed è a Febbraio del 2021, che arriva in Italia Metamorfosi di una capitale, l'ultima fatica letteraria di Ylljet Aliçka. Un libro che si snoda intorno al racconto di Tirana, (dove il profumo di modernità a volte diventa olezzo), e al terremoto sociale che l'Albania vive da più di dieci anni a questa parte. Lo scrittore racconta tutto questo, dando vita a personaggi, le cui storie di antieroi ben si incastonano in una società dalle stesse caratteristiche. La satira e l'amarezza, il grottesco e l'afflizione costituiscono il filo conduttore di questo Metamorfosi di una capitale, in cui  Aliçka, in maniera cruda e abile, traccia i violenti cambiamenti di una società, che si ritrova catapultata in un mondo nuovo, non sempre lineare e non sempre confacente al proprio naturale volto. La satira e il tentativo ben riuscito di  dare un tono fresco al racconto, colmo, in verità, di argomenti corposi, sono gli ingredienti principali di un libro interessante e ben scritto.

Sono tanti i riconoscimenti letterari ricevuti da Ylljet Aliçka, tra cui uno tutto italiano al Concorso internazionale di racconti di Teramo del 1998, come vincitore "sezione autore straniero" con il racconto dal titolo Una storia di paese.

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