Croce di carne

di Visar Zhiti

Croce di carne
a cura di Elio Miracco
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Presentazione del libro

Nota di Mario Luzi, in quarta di copertina

Queste di Croce di carne son pagine di orrore. La più spietata e sistematica mortificazione dell’uomo sotto specie di nemico politico, le più assurde e le più grette persecuzioni in atto nelle carceri della dittatura di Hoxha sono, dal vivo, il tema, anzi sono addirittura l’elemento di queste poesie di Visar Zhiti.

C’è forse, ma non lo ricordo, e soprattutto non la ricordo così fresca e immediata, un’opera scritta in presa altrettanto diretta con il mondo che rivela ed attesta. In quelle prigioni Zhiti è stato tenuto per anni, esposto alle violenze e all’arbitrio. Giorno per giorno la composizione di versi da occultare o da tramandare oralmente trascriveva cronache minute o pensieri di ogni genere dei reclusi.

Ma queste sono anche pagine vittoriose di poesia. La vitalità del principio per cui viene pagato questo scotto inumano: la libertà sostiene i versi di Visar Zhiti anche quando sono occupati da tetri argomenti. Quella vitalità intrinsecamente sicura di sé entra non solo nell’umore e nel tono del combattente ma anche nello spirito e nella invenzione dell’artista.

I suoi liberi, ariosi, arditi estri hanno una felice somiglianza con la stagione cubofuturista e con la sua fertilità di metafore. Proprio in virtù di questa vena gli riesce facile e spontneo ampliare l’orizzonte delle prime dure emozioni alla varietà del mondo intero. L’allegria della poesia, è il caso di dirlo, travolge il nero grumo della realtà obbrobriosa.

Rimane nuda in piena vista, la mostruosità di una tirannide. Si libera da quella morsa un vero, forte poeta.

Dettagli

Autori: ,
Genere: Poesie
Editore: Oxiana Edizioni
Anno di Pubblicazione: 1998
Pagine: 141
Illustratore: Valeri Dyrzi Tarazov
ASIN: 8887020035
ISBN: 9788887020038
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Biografia dell'autore
Visar Zhiti

Visar Zhiti è uno dei maggiori scrittori albanesi e uno dei pochi a essere stati condannati dalla dittatura di Enver Hoxha a causa di un’opera poetica ritenuta "eccessivamente ermetica, triste e pertanto contraria ai canoni del realismo socialista”.

Dopo dieci anni di carcere e lavori forzati, caduta la dittatura, Zhiti ha avuto la possibilità di pubblicare tutte le sue opere, tra cui le poesie scritte di nascosto durante la prigionia. Oltre ad aver dato un altissimo e originale contributo al panorama letterario balcanico, i suoi racconti, i suoi romanzi come i suoi saggi hanno consolidato la libertà intellettuale e la vita democratica dell’Albania.

I suoi libri sono stati tradotti in molti Paesi (dagli USA alla Macedonia, dalla Romania all’Italia) ottenendo importanti riconoscimenti. Per Rubbettino è uscito il suo romanzo Il visionario alato e la donna proibita (2014) e Il funerale senza fine (2017)

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