Centenario dell’Indipendenza dell’Albania – 1912-2012

L’influenza delle relazioni con l’Italia sulla nascita della coscienza nazionale albanese

Centenario dell’Indipendenza dell’Albania – 1912-2012
Un numero speciale dedicato al centenario dell'indipendenza dell'Albania de Il Veltro, Rivista della Civiltà Italiana fondata nel 1957

Ideato dal dott. Franco Tagliarini, trova subito l'appoggio dell'Istituto Italiano di Cultura di Tirana e dell'Ambasciata d'Italia In Albania.

L'elenco completo degli autori e gli articoli contenuti in questo numero speciale:

  1. FULVIA VENEZIANI, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, L’influenza delle relazioni con l’Italia sulla nascita della coscienza nazionale albanese, p. 3;
  2. MASSIMO GAIANI, Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica di Albania, Italia-Albania: un ponte di amicizia, p. 5;
  3. PELLUMB XHUFI, Flussi italiani nel Movimento albanese di Rinascita Nazionale, p. 15;
  4. PETRIT NATHANAILI, Il Risorgimento albanese tra il Convegno di Berlino del 1878 e la Conferenza di Londra del 1912, p. 29;
  5. FRANCESCO GUIDA, Gli italo-albanesi e il garibaldinismo dinanzi alla questione albanese all’inizio del Novecento (1900-1906), p. 41;
  6. ALBERTO BASCIANI, La proclamazione dell’indipendenza albanese e la stampa nazionale italiana, p. 61;
  7. ANTONIO D’ALESSANDRI, Il tormentato percorso dell’indipendenza albanese (novembre 1912 - luglio 1913). Anselmo Lorecchio e il punto di vista arbëresh, p. 81;
  8. RAJNA KOVACI TULLUMANI, Il contributo delle donne all’indipendenza dell’Albania, p. 99;
  9. ANTONIO BELLUSCI, Mons. Domenico Bellusci (1774-1833) e la nascita della coscienza nazionale albanese nel Collegio italo-albanese di Sant’Adriano in San Demetrio Corone, p. 117;
  10. GIOVANNI ARMILLOTTA, Gli arbëreshët della Scuola Sofiota fra lumi e governo, p. 139;
  11. ANDI PINARI, Il ruolo degli arbëresh nel Movimento nazionale albanese, p. 151;
  12. FRANCESCO FABBRICATORE, Terenzio Tocci: un esempio di mazzinianesimo rivoluzionario arbëresh per l’Albania, p. 159;
  13. NEVILA NIKA, Il ritorno nel paese d’origine. Il caso di Terenzio Tocci, p. 175;
  14. MICHELE BRONDINO, Italia-Albania nella politica del “buon vicinato”. L’avvio delle relazioni culturali con la restituzione della “Dea di Butrinto”, p. 183;
  15. LUCIA NADIN, Profilo di P. Giuseppe Valentini S.J., p. 203.

Presentazione del libro

Sono duecento pagine di contributi storici di alto livello, dove scorrono nomi, vite, pensiero, controversie e contraddizioni di personaggi di spicco, albanesi e arbëresh, che con la loro retorica spinsero all’indipendenza dell’Albania e alla formazione dello stato albanese.

Vite che si intrecciano, idee che si ritrovano e si contraddicono, si lasciano per poi ritrovarsi e riprovare ancora una volta a trovare una via d’uscita per quel piccolo stato che stava per nascere e il suo futuro. Questi personaggi hanno qualcosa in comune: sono legati tanto all’Albania quanto all’Italia, il cui contributo decisivo in questo percorso resta sempre sullo sfondo.

Scorrendo le pagine si ha una strana impressione: sembra di vedere l’Italia e la neonata Albania, fisse sulle sponde dell’Adriatico, che si guardano, si amano, si maltrattano. E quel mare che ci accomuna diventa un mare di idee, di decisioni, di storia. Un’Albania vulnerabile, un’ Italia di dubbia politica.

Quale modo migliore di quello scelto dal Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, FULVIA VENEZIANI, riportare all’apertura uno stralcio di “Albania una e mille” di Montanelli:

È la geografia che si incarica di designare ad ogni popolo i suoi amici e i suoi nemici. Ora la geografia adriatica è tale che fatalmente Italia e Albania debbono basare i loro rapporti sopra un piano d’interessi comuni. La striscia di mare che le separa serve egregiamente non a slontanarle, ma a unirle...”

Dettagli

Autori: , , , , ,
Genere: Studi culturali e sociali
Editore: Il Veltro Editrice
Anno di Pubblicazione: 2012
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Biografia dell'autore
Lucia Nadin

La ricercatrice Lucia Nadin, veneziana, ha trascorso molti anni in Albania insegnando e facendo ricerca. Ha pubblicato Gli Statuti di Scutari portandolo alla luce dalla biblioteca del museo veneziano: un ‘monumento’ della storia medievale dell’Albania.

Ha ricostruito il fenomeno dell’emigrazione albanese nelle province venete tra il XV e il XVI secolo con il libro Migrazioni e integrazione. Il caso degli albanesi a Venezia (1479-1552) . Inoltre, ha studiato la tradizione iconografica di Giorgio Castriota Scanderbeg sulla nave dei duca di Venezia, la famosa Bucintoro.

In Albania è stato pubblicato in edizione bilingue "Albania ritrovata" (Onufri, 2012)

Attualmente sta lavorando sulla migrazione dei religiosi cattolici nelle terre veneziane tra XV e XVI secolo, in relazione all’acquisto di opere d’arte. Nel 2010 le è stata data la cittadinanza onoraria dalla città di Scutari.

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