Distaptur

TIRANA MUNICIPIO E PIAZZA SCANDERBERG

L’Ente Editoriale «Distaptur» è stato creato in Albania nel 1940 e ha svolto la sua attività fino al 1943.

Nell’ambito delle numerose iniziative – di carattere amministrativo, urbanistico e di sviluppo economico – assunte negli anni durante i quali l’Albania fu annessa all’Italia – con legge N. 546 del 7 dicembre 1940-XIX, promulgata da Francesco Jacomoni di San Savino, Luogotenente Generale di Sua Maestà Vittorio Emanuele III e pubblicata a Tirana sulla FLETORIA ZYRTARE (Gazzetta Ufficiale del Regno d’Albania) N. 192 del 19 dicembre 1940-XIX, fu costituito l’Ente Editoriale «Distaptur».

La legge istitutiva disponeva che all’Ente fosse riservata l’esclusiva in Albania delle edizioni di tutte le pubblicazioni aventi carattere di propaganda politica, sociale, economica e turistica, comprese le cartoline illustrate.

L’Ente «Distaptur» aveva personalità giuridica e gestione autonoma. Aveva sede in Tirana ed operava nell’ambito della Direzione Generale Stampa, Propaganda e Turismo della Presidenza del Consiglio d’Albania.

La legge determinava gli organi dell’Ente, il Presidente e i componenti del Consiglio di Amministrazione. L’Amministratore delegato – così come previsto dall’Articolo 6 della legge – dirige tutta l’attività dell’Ente, ne cura l’amministrazione, procede alla nomina del personale dipendente; presiede alla redazione del bilancio preventivo e consuntivo, nonché alla compilazione dei rendiconti mensili e ne cura la presentazione al Presidente e al Consiglio per la necessaria approvazione.

L’Amministratore delegato ha la intera responsabilità della realizzazione del programma pubblicitario e di quello redazionale approvati dal Consiglio e ratificati dal Presidente, e ne risponde di fronte a questi organi.

All’Ente «Distaptur» fu riservata la esclusività della produzione di cartoline illustrate, il cui smercio poteva essere effettuato o direttamente o per mezzo di grossisti e dettaglianti.

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Nel corso degli anni 1940-1943 l’Ente ebbe una notevole attività editoriale e pubblicò numerosi libri, ormai introvabili. Ricordiamo, tra gli altri, il volume “Montagne d’Albania” di Piero Ghiglione edito nel 1941 (forse il primo studio di carattere geografico sul sistema montuoso albanese) con in appendice uno studio sui rapsodi della montagna albanese di Nicola Lo Russo Attona. Di questo volume fu pubblicata una edizione in lingua albanese, per una maggiore diffusione nelle istituzioni culturali del paese. Citiamo, tra le altre pubblicazioni dell’Ente, “La guerra contro la Grecia” di Silvio Bitocco, e in lingua albanese “Fashizmi dhe Europa” di Ezio Maria Gray ed alcuni volumi di una “Biblioteca di cultura popolare” in lingua albanese.

Importante realizzazione dell’ Ente Distaptur fu la pubblicazione – in due edizioni – una in lingua italiana ed una in lingua albanese – della rivista mensile DRINI – BOLLETTINO MENSILE DEL TURISMO ALBANESE, organo ufficiale della Direzione Generale Stampa e Propaganda – che aveva come scopo la conoscenza del paese e lo sviluppo del turismo in Albania. La rivista – uscita dal 1940 al 1943 – ospitava articoli di carattere storico, geografico, archeologico, naturalistico e di costume sull’Albania, nonché informazioni utili per il visitatore.

Alla rivista collaborarono nel corso degli anni numerosi studiosi, professori universitari, giornalisti, italiani ed albanesi. Tra questi possiamo citare il prof. Antonio Baldacci, il prof. P. Giuseppe Valentini S.J., il prof. Pellegrino Sestieri, l’ ing. Piero Ghiglione, il poeta e scrittore

Adriano Grande, i giornalisti Sandro Botta e Indro Montanelli, gli albanesi Alarupi Vasil, Bubani Gjergj, Harapi P. Zef, Koliqi Ernest, Mborja Prof. Perikli, Shundi dr Stefan.

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Infine, e questo è un settore di particolare interesse dell’attività dell’Ente, fu l’edizione di numerose serie di cartoline fotografiche – sia a colori che in bianco e nero -e di cartoline che riproducono quadri di paesaggi e costumi dipinti da artisti italiani. Le cartoline furono diffuse in tutta l’Albania e ancora oggi sono particolarmente ricercate dai collezionisti.

Le riprese fotografiche furono affidate a provetti fotografi, che percorsero tutto il paese, ed illustrarono con singolare efficacia la situazione di quegli anni delle città e dei centri minori dell’Albania, dei mercati, dei costumi delle varie regioni del paese, della vita quotidiana e delle realizzazioni urbanistiche che modificarono profondamente Tirana ed altre importanti città albanesi.

Inoltre alcune serie sono tratte da quadri di pittori contemporanei che dipinsero paesaggi, costumi e scene di vita dell’Albania.

In totale si tratta di oltre 400 cartoline che costituiscono un patrimonio iconografico di grande interesse, e che sarebbe auspicabile fosse opportunamente valorizzato e portato alla conoscenza di un più vasto pubblico.

/ Franco Tagliarini

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