Virgjil Muçi

Virgjil Muçi nasce in quel di Tirana nel 1956, dove segue studi letterari e linguistici, conseguendo due lauree. Il suo amore per le lettere lo porta a essere un autorevole traduttore, tanto che il suo impegno nella trasposizione delle opere in lingua albanese, è oggi definito “encomiabile”.

Traducendo dall’inglese, dall’italiano, dal serbo e dallo spagnolo, Virgjil Muçi ha portato in Albania autori del calibro di Susan Sontag, Astrid Lindgren, Charles Bukowski, David Albahari, Robert Kagan, David Edgar, Joseph Rothschild, E. B. White, Michael Crichton, Charles Dickens, Agatha Christie, Thomas Friedman, Robert D. Kaplan, Ian Buruma, Ivo Andriq, Miroslav Krleza, J. K. Rowling, Andrei Nikolaidis, Malorie Blackman e tanti altri. Critico letterario e giornalista, firma articoli di cultura, politica e società, pubblicati su importanti testate albanesi.

La sua carriera di scrittore inizia più di trent’anni fa. Il primo libro d’autore è Zjarret e revoltës (I fuochi della rivolta) un romanzo per ragazzi, dall’impronta storica, preceduto da due fiabe. Il genere fiabesco o favolistico, come dir si voglia, costituisce il richiamo alla scrittura per Virgjil Muçi ed è il suo “primo flirt con le lettere”, come egli stesso lo definisce. Sono gli anni Ottanta quando, inaspettatamente, arriva nella vita letteraria dell’autore un punto di svolta, che gli consente di virare la sua penna in una direzione totalmente differente. La richiesta della casa editrice Naim Frashëri (l’unica ai tempi del regime), di tradurre Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, apre ai suoi occhi una visione diversa della scrittura. Decide così, di affrontare la stesura di un romanzo con le caratteristiche vicine al thriller, anche se oggi possiamo definirla, con certezza, una narrazione che si tinge di noir.

La vedova innamorata

Vejusha e dashuruar (La vedova innamorata) nasce nel 1989, con un titolo imposto: Zhvarrosja e një dashurie (L’esumazione di un amore). La peculiarità thriller-noir è una novità in Albania, tanto che il libro conosce una ristampa nel 2005, quando finalmente può avere il titolo pensato dal suo autore.

La vedova innamorata dall’Albania del regime, arriva in Italia. Un romanzo, che può essere visto come punto di partenza della descrizione figurativa stilistica di Virgjil Muçi. Uno stile, che in questo testo, risulta scostante nella sua acerbezza, pur mantenendo un equilibrio naturale, senza forzatura alcuna, tra le parole usate e le rappresentazioni concettuali espresse. Insomma, nonostante sia stata la prima vera produzione letteraria adatta a un’ampia platea di lettori, quando la redige, Muçi possiede già uno stile suo, personale, che lo caratterizza e che contraddistinguerà sempre le sue opere. Una forma che incornicia una competenza narrativa, fatta di grande capacità descrittiva e di un uso intelligente di ogni elemento che compone il volume. L’autore descrive tramite ogni cosa, usando sapientemente la dovizia di dettagli di cui è pregno lo scritto. Disegna in maniera certosina i personaggi e così i luoghi, sino a delineare i particolari attraverso le parole e le emozioni stesse. Maria Luisa, la protagonista, è una donna moderna, che vive in quella che può essere definita “un’altra epoca”. E così via, sulle ali del tempo, tra presente e passato, tra sentimenti e il più fine degli odî. Un volume fedele all’originale, impreziosito da un ultimo capitolo, scritto poco prima che la traduzione fosse chiusa.

La piramide degli spiriti

I medesimi elementi stilistici si trovano in Piramida e Shpirtrave Premio Kadare, 2018 (tradotto ed edito in Italia), incastonati in una forma più matura, più lineare, più “asciutta”, meno diretta, più ragionata, con alla base una buona dose d’ironia. La Piramide degli spiriti narra di un’Albania ancora sofferente nella sua trasformazione, di voglia di riscatto e di partite perse o vinte, al lettore l’ardua sentenza. Nessuna Maria Luisa a esprimere emozioni, solo la penna nuda e cruda che disegna Mark Mara, le sue vicissitudini, le sue disillusioni, con quel retrogusto di amaro sarcasmo, che non appesantisce la narrazione.

Ancora una nuova pubblicazione albanese in questo ricco anno letterario per Muçi, Faji është te gjuha, 2021 (La colpa è della lingua), una raccolta di racconti fantastici, una miscela di storie horror, che chiude la trilogia comprendente Përalla shqiptare e Erotikoni e Satirikoni.

Fiabe albanesi

Përalla shqiptare, tradotto in italiano, è un variegato volume di Fiabe albanesi, che permette al lettore di conoscere miti e leggende di un popolo, che nonostante le svariate traversie, ha trovato il modo di tramandare fiabe e storie, simboli di grande saggezza.

Streghe

Ultima, ma non ultima, Streghe, una produzione italiana, favola colma di spunti di riflessione, che chiude il disegno di uno scrittore completo e poliedrico, dalla prosa elegante, capace con la medesima penna di narrare di misteri e colpi di scena, di corruzione e ironia, di tradizioni e folclore, di favole e riverberi.

/ Anna Lattanzi

La vedova innamorata
La piramide degli spiriti
Streghe
Fiabe albanesi

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